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Stop all’Italia dei bonus, dei sussidi e che odia lavoro, sacrifici, meritocrazia. È l’ora di reagire e combattere!

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Stop all’Italia dei bonus a pioggia, dei sussidi disincentivanti e che odia lavoro, sacrifici, meritocrazia. Un ragionamento impopolare? Me ne frego! E poi non lo ritengo per nulla impopolare, Anzi! Bisogna accelerare, però, su una proposta politica alternativa e distintiva che parta dalla difesa dei valori irrinunciabili. Si vince senza mediazioni, e dicendo le cose giuste. L’alleanza partitocratica che gestisce il potere in un Paese stordito dall’emergenza Covid-19, con i 5Stelle diventati il partito più partito che si sia mai visto dall’Unità a oggi, sta portando l’Italia alla deriva. Lo ha spiegato bene Mario Draghi in queste ore, pur senza scadere nel politichese: servono grandi progetti di sviluppo, investimenti seri, visione, formazione adeguata dei giovani, mentre è assurdo accumulare debito pubblico per sprecarlo in bonus, sussidi e assistenza fine a se stessa. Le risorse finanziarie dello Stato, infatti, non sono infinite. Le logiche assistenzialistiche non risolvono nulla e incentivano la degenerazione etica di un intero popolo. Non si può assistere ancora a questo scempio epocale. Le persone di buon senso sono chiamate a reagire con la dovuta forza all’evidente declino produttivo di una Paese che ha sempre avuto grande voglia di impegnarsi, di lavorare, di creare, di inventare, di rischiare, di sacrificarsi per obiettivi sani.

C’è un’Italia profonda alla quale bisogna parlare con schiettezza e fermezza, dando un calcio a ogni mediazione partitocratica che dà ossigeno a claudicanti generali e colonnelli in cerca solo di poltrone e prebende. Lega e Fratelli d’Italia, Matteo Salvini e Giorgia Meloni sono chiamati a suonare la carica in un appuntamento storico per l’Italia. Matteo Salvini ha un’energia portentosa. Giorgia Meloni è grintosa. Tirino dritti come un treno ad alta velocità: chi ci sta ci sta. A casa i professionisti della palude, del gioco delle tre carte, del tira e molla, della vocazione al trasversalismo deteriore.

In un recente saggio intitolato “Riaprire la Bottega di Raffaello” ho offerto un contributo all’analisi storico-politica su questi anni nefasti. Nulla sta accadendo per caso. La destrutturazione della nostra società, dei valori occidentali, partendo dalle nazioni più deboli quali quelle mediterranee, è progettata, pensata, voluta, perseguita con il cinismo proprio dei potentati che ambiscono a consolidare l’Imperialismo Globalista. Necessita una reazione tanto urgente quanto straordinaria, coraggiosa e generosa, potente e diretta. C’è chi immagina un mondo sottomesso da poche fameliche élite che alle masse, in cambio, offrono la sola libertà di pascolare. Una finta libertà, ricca di miserie, di difetti, di degenerazioni, di negazione della dimensione umana del vivere, di provvisorietà ed emarginazione. Rispolveriamo il coraggio di Leonida e dei Trecento dimostrato alle Termopili. Forza!

Massimo Tigani Sava

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