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Dl Sostegni, ok finale dalla Camera. Oggi CdM

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Dl Sostegni, ok finale dalla Camera. Oggi CdM. 

Via libera definitivo dell’Aula della Camera al decreto legge Sostegni, il provvedimento finanziato con i 32 miliardi dello scostamento di bilancio autorizzato dal Parlamento nel gennaio scorso e che interviene, prioritariamente, con nuovi ristori a favore delle imprese svincolando gli interventi dai codici Ateco.

I voti a favore sono stati 375, nessun contrario, 45 gli astenuti.

Il Consiglio dei ministri è convocato per oggi 20 maggio alle ore 11:15, a Palazzo Chigi. Sul tavolo l’approvazione del decreto Sostegni bis.

E il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, oggi alle ore 16 terrà una conferenza stampa presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio per illustrare il Decreto ‘Imprese, Lavoro, Professioni’.

Interverranno il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Lo annuncia una nota della Presidenza del Consiglio.

Arriva il Sostegni bis, verso rinnovo incentivi auto – Aiuti a famiglie e imprese comprese le filiere industriali più colpite a partire da quella dell’auto: nella volata finale per chiudere il nuovo decreto Sostegni – che sarebbe lievitato a un centinaio gli articoli – spunta anche il tentativo di garantire un nuovo finanziamento degli incentivi per la rottamazione e l’acquisto di veicoli meno inquinanti, anche se sempre a benzina o diesel.

Una voce che potrebbe però non entrare nel testo base del provvedimento che sarà domani in Consiglio dei ministri, per essere lasciata alle scelte parlamentari.

Per le modifiche le Camere – chiuso con il voto finale di Montecitorio l’esame del Sostegni 1 – dovrebbero avere a disposizione 800 milioni sui circa 40 miliardi di extradeficit.

Oltre la metà delle risorse andrà alle aziende danneggiate dall’emergenza Covid tra contributi a fondo perduto, crediti di imposta per gli affitti, sconti Tari e pacchetto a sostegno della liquidità.

Altro capitolo di peso del decreto saranno le misure per accompagnare la fine del blocco dei licenziamenti: al lavoro dovrebbero andare tra i 4 e i 5 miliardi per l’introduzione di diversi strumenti, dagli sgravi al 100% fino a 6mila euro per il contratto di rioccupazione alle norme sui contratti di solidarietà, la proroga di sei mesi della cassa per cessazione e l’estensione dei contratti di espansione alle imprese da 100 dipendenti in su che rappresentano, ha sottolineato il ministro Andrea Orlando, una “importante anticipazione” di nuove “forme di flessibilità” verso la pensione di cui bisognerà valutare “gli effetti” in vista della fine della sperimentazione di Quota 100.

Altri 2-3 miliardi andranno alla sanità tra esigenze del commissario per l’emergenza (1,5 miliardi), smaltimento delle liste di attesa (500 milioni), fondi per vaccini e ricerca ma anche per istituire il nuovo codice di esenzione dal ticket per il monitoraggio di chi è stato ricoverato dopo il contagio.

In arrivo anche un altro stop, fino alla fine di giugno, per le cartelle esattoriali.

I giovani saranno al centro dell’attenzione con norme a favore dell’acquisto della prima casa, mentre per le famiglie più in difficoltà arriveranno anche altri 4 mesi di Reddito di emergenza e altri 500 milioni ai sindaci per aiuti con buoni spesa e affitti.

La norma ‘salva-Comuni’ a rischio dissesto potrebbe invece essere inserita nel corso dell’iter di conversione del decreto.

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