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Draghi su ddl ZAN: “Italia è stato laico”. Poi, su Covid: “Non è liberi tutti”

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Draghi su ddl ZAN: “Italia è stato laico”. Poi, su Covid: “Non è liberi tutti”. 

Mario Draghi aspetta la replica il Senato per intervenire sulla questione del Ddl Zan e dell’ingerenza della Santa Sede. ‘L’Italia è uno stato laico -sottolinea il premier -Il Parlamento è sempre libero di discutere. Il nostro ordinamento contiene tutte garanzie per rispettare gli impegni internazionali tra cui il concordato”. Con questo la questione dunque appare chiusa. “Il governo non entra nel merito della discussione.

Questo è il momento del Parlamento, non è il momento del governo”. Lo dice il premier Mario Draghi nella replica in Aula al Senato sul ddl Zan.

Sul Covid il premier precisa :”Non c’è alcun dubbio che la situazione vaccinale ed epidemiologica avrebbe beneficiato dalla stagionalità: non è un liberi tutti, l’anno scorso abbiamo avuto una lezione. Ora dobbiamo imparare a essere pronti con infrastrutture, logistica, trasporti locali e individuare i focolai. La continuazione della cooperazione con le Regioni è importante. Dobbiamo tenere alta l’attenzione”. Lo dice il premier Mario Draghi nella replica in Aula al Senato.

L’Aula della Camera approva la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del prossimo Consiglio europeo. I voti a favore sono stati 411, 18 i contrari, 36 gli astenuti Fdi si è astenuta. L’Alternativa c’è ha votato contro.

“Sono passato poco fa a trovare il presidente emerito Giorgio Napolitano che mi ha chiesto di salutare tutti i membri dell’Aula”, ha detto il premier Mario Draghi aprendo il suo intervento al Senato in vista del Consiglio europeo.

Nella pandemia “abbiamo protetto i posti di lavoro e l’occupazione, aiutato le imprese a superare le situazioni di crisi di liquidità, ora dobbiamo tenere alta la domanda”, ha spiegato Draghi nel suo intervento. “E’ fondamentale – ribadisce – mantenere a livello europeo una politica di bilancio espansiva nei prossimi mesi. Durante la pandemia, abbiamo impiegato risorse ingenti per proteggere la capacità produttiva della nostra economia.

Ora dobbiamo assicurarci che la domanda aggregata sia in grado di soddisfare questi livelli di offerta. Raggiungere tassi di crescita notevolmente più alti di quelli degli ultimi decenni ci permetterà anche di ridurre il rapporto tra debito e prodotto interno lordo, che è aumentato di molto durante la pandemia. E ci consentirà di creare nuovi lavori, fondamentali per affrontare le transizioni, come quella digitale e quella ambientale”.

“Per quanto riguarda il pass italiano, il 17 giugno è stato firmato il Dpcm che definisce le modalità di rilascio. Il ministro Speranza mi ha comunicato poco fa che più di cinque milioni ha già scaricato il certificato di vaccinazione”, ha aggiunto il premier. “È operativa in Italia la piattaforma informatica di rilascio della certificazione, che facilita la partecipazione ad alcune tipologie di eventi e gli spostamenti tra regioni, in caso di peggioramento del quadro epidemiologico. Dal primo luglio, la certificazione sarà valida anche come certificato verde europeo, per poter viaggiare” in Ue.

 

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