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EURO 2020, Eriksen: “Sta bene ma impianteranno un defibrillatore cardiaco”

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EURO 2020, Eriksen: “Sta bene ma impianteranno un defibrillatore cardiaco”. 

A Christian Eriksen sarà impiantato un Icd cardiaco, ovvero un defibrillatore cardiaco. Lo ha reso noto la federcalcio danese sul suo profilo twitter.

“Christian – aggiunge la federazione danese – ha accettato la soluzione ed è stata inoltre confermata da specialisti a livello nazionale e internazionale che consigliano tutti lo stesso trattamento” o a diversi esami cardiaci, ed è stato deciso che avrebbe dovuto avere un Icd (heart starter). Questo dispositivo è necessario dopo un attacco cardiaco dovuto a disturbi del ritmo” “Christian – aggiunge la federazione danese – ha accettato la soluzione ed è stata inoltre confermata da specialisti a livello nazionale e internazionale che consigliano tutti lo stesso trattamento”.

Il capitano della nazionale danese Simon Kjaer nel giorno in cui la Danimarca torna in campo agli Europei dopo il dramma sfiorato parla di “giorni moto speciali in cui il calcio non era la cosa più importante. E’ stato uno shock che farà parte di me e di noi per sempre. La sola cosa che è importante e importa è che Christian stii bene. Andiamo in campo per lui, lo terremo sempre nei nostri cuori”.

“Se Eriksen potrà giocare o no in Italia dipenderà non tanto dal congegno ma dal motivo per cui il defibrillatore gli viene impiantato: bisogna capire la diagnosi, cosa ha avuto davvero il giocatore”.

La Danimarca annuncia che il centrocampista colpito da un arresto cardiaco in campo dovra’ esser sottoposto a impianto di defibrillatore, e Carlo Tranquilli, specialista di medicina sportiva e presidente dei medici sportivi del Lazio, spiega come funziona l’Icd (Implantable Cardioverter Defibrillator) e affronta il quesito dell’idoneita’ sportiva per giocare in Italia.

“Devono aver identificato una patologia . aggiunge Tranquilli al telefono con l’ANSA – ma bisogna capire la diagnosi. Come funziona l’Icd? Funziona defibrillando il cuore ogni volta che accade una irregolarità cardiaca. E’ minuscolo e assolutamente tollerabile e facile da impiantare, l’intervento è banalissimo e ne vengono fato diversi in Italia.

In sostanza effettua un monitoraggio continuo del ritmo cardiaco, 24 ore al giorno. Se il dispositivo rileva un’aritmia cardiaca, cioè un’irregolarità nel ritmo, invia una scossa elettrica al cuore per correggerlo”. Anche per quanto riguarda se Eriksen dovrà avere l’Icd impiantato tutta la vita bisognerà aspettare la diagnosi: “dipende dalla diagnosi anche quanto Eriksen dovrà portare il congegno, bisognerà valutare ad esempio se glielo impiantano solo per precauzione o meno oppure per altri motivi.

Ma questo ripeto dipenderà dalla effettiva diagnosi che ha portato il cuore di Eriksen a smettere di battere: e per quella ci vorranno anche i test genetici”

Il professor Enrico Castellacci, medico della nazionale campione del mondo nel 2006 e ora presidente dei medici del calcio, ha dubbi sulla possibilità che Christian Eriksen possa giocare in Italia, dopo l’arresto cardiaco subito in campo e la decisione di impiantargli un ICD. “In Europa con un defibrillatore impiantato si gioca, c’e’ l’olandese Blind che sta facendo l’Europeo. Ma in Italia siamo molto più attenti e severi nel concedere le idoneità sportive”.

“Premessa: non conosco la diagnosi, e possiamo parlare solo in linea teorica – spiega all’ANSA Castellacci – L’impianto di un ICD è giusta, direi un atto dovuto per chi ha avuto un’aritmia come la sua. Bisognerà capire bene quale è la patologia, ma andare in campo con un defibrillatore sottocutaneo espone a rischi.

Una pallonata o un contrasto possono mettere fuori uso un meccanismo che con una scossa elettrica interviene in caso di arresto cardiaco”. “Mi auguro – prosegue – che la diagnosi precisa e i protocolli cardiologici per l’idoneità possano chiarire.

Ma ripeto, in Italia siamo molto più attenti del resto del mondo nel concedere l’idoneità atletica, e non so se la coscienza o la ratio medica potranno dare risposta a questi dubbi. Dei quali dovrà essere ben cosciente anche il giocatore: quattro minuti prima era perso, un minuto dopo si valuta se può tornare a giocare…”.

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