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Cronaca

VIDEO – Tragedia funivia, in alcuni video del 2014-2018 forchettoni già in uso

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forchettone funivia 2018

Tragedia funivia, in alcuni video del 2014-2018 forchettoni già in uso. 

Alla linea della funivia del Mottarone i freni di emergenza potrebbero essere stati bloccati già da anni? E’ quanto emergerebbe da alcuni video girati dal 2014 al 2018 da uno svizzero, il quale ha inviato il materiale all’emittente tv tedesca ZDF, dopo l’incidente. In queste immagini sono visibili i cosiddetti “forchettoni”, che bloccano i freni di emergenza, spiega la tv in un comunicato, riferendo delle immagini del videoamatore Michael Meier.

Il servizio del programma “frontal21″della televisione tedesca ZDF

I forchettoni, già inseriti, in un video del 2016

Per interessi di tipo tecnico, si legge nella nota, filmò la funivia del Mottarone tre volte: nel 2014, nel 2016 e nel 2018. Le registrazioni sono state inviate alla procura di Verbania.

“Dovreste ringraziare che il sistema è così, dovete essere felici di vivere in uno Stato in cui il sistema fa giustizia o è una garanzia e invece sembra che non siate felici, l’Italia è un paese democratico”. Così il gip di Verbania Donatella Banci Buonamici, che ha scarcerato sabato i tre fermati per l’incidente della funivia del Mottarone, mettendo ai domiciliari Tadini, ha risposto ai cronisti fuori dal Tribunale.

Il giudice entrando in Tribunale a Verbania ha risposto ad alcune domande dei cronisti. “L’ho scritta la mia posizione”, ha detto facendo riferimento all’ordinanza con cui ha rimesso in libertà il gestore Luigi Nerini e il direttore di esercizio Enrico Perocchio e ha mandato ai domiciliari Gabriele Tadini. “Ho osservato che non sussisteva il pericolo di fuga, non esisteva – ha spiegato il gip – per le motivazioni che ho scritto, non ho ritenuto per due persone la sussistenza dei gravi indizi, non perché non abbia creduto a uno (ossia a Tadini, ndr), perché ho ritenuto non riscontrata la chiamata in correità, che deve essere dettagliata, questa non lo era ed era smentita da altre risultanze”. Il giudice Donatella Banci Buonamici ha aggiunto: “il pm fa il suo lavoro bene e io faccio il mio lavoro credo altrettanto onestamente, è il sistema, dovreste ringraziare che il sistema è così, dovete essere felici di vivere in uno Stato in cui il sistema fa giustizia o è una garanzia e invece sembra che non siate felici, l’Italia è un paese democratico”.

Operaio, non è colpa nostra, altri responsabili – “Noi operai siamo convinti che non c’entriamo nulla, dicono che ci dovevamo rifiutare di mettere i ceppi, ma noi prendiamo ordini dal caposervizio e nessuno si aspettava un pericolo del genere”. Lo ha spiegato Emanuele Rossi, un operatore della funivia del Mottarone, che era in servizio quel 23 maggio e le cui dichiarazioni a verbale sono già agli atti dell’inchiesta e contenute nell’ordinanza del gip. Rossi ha aggiunto: “i ceppi, come ho spiegato agli inquirenti, erano su da 3 settimane”.

Intanto Eitan, il bambino di 5 anni unico sopravvissuto alla strage, ha lasciato il reparto di rianimazione ed è stato trasferito, nel primo pomeriggio, in quello di degenza. Lo si apprende da fonti mediche. Il piccolo, ricoverato all’ospedale infantile ‘Regina Margherita’ di Torino, è stato spostato, com’era stato annunciato dai medici, dopo che ieri la prognosi riservata è stata sciolta. Con lui c’è sempre la zia Aya.

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