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DDL Zan, la Lega rilancia: “Condividiamo entro domani”. Ma PD: “Non credibile, si vada in Aula”

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Sul ddl Zan la Lega rilancia. “Accogliamo l’invito della Santa Sede, troviamoci entro domani e condividiamo insieme un testo che aumenti le pene per chi discrimina o aggredisce due ragazzi o due ragazze che si amano, la libertà di amare è sacra. Se dal DDL Zan togliamo l’ideologia, il coinvolgimento dei bambini e l’attacco alla libertà di pensiero, intervenendo sugli articoli 1, 4 e 7, finalmente si smette di litigare e si approva una norma di protezione e civiltà” è l’appello che il leader della Lega Matteo Salvini lancia a tutti i partiti.

“Se il Pd – aggiunge Salvini- invece rifiuterà ascolto e dialogo, invocati anche da tante associazioni e movimenti di gay, lesbiche e femministe, si assumerà la responsabilità di affossare questa legge. A me non interessa litigare, io lavoro per risolvere i problemi e proteggere gli italiani”. Pronta la risposta dei Dem. “L’appello di Salvini non cambia nulla. La lega ha bloccato il ddl Zan, non mi pare che siano credibili questi appelli. Andiamo in Aula il 13 e vediamo, ognuno si prenderà le sue responsabilità”, dice all’ANSA, il vicepresidente dei senatori del PD Franco Mirabelli.

Ma la tensione nella maggioranza sul ddl Zan resta alta. Il M5s attacca gli emendamenti di Italia Viva: ‘Suonano come un tentativo di affossare la legge. Pensare di eliminare i termini ‘orientamento sessuale’ e ‘identità di genere’ e tornare alla definizione di omofobia e transfobia rischia di farci compiere un altro passo indietro, come già in passato”, dicono i parlamentari M5s del gruppo Pari Opportunità.

“La legge va fatta, è urgente, ma non le va affidata una finalità pedagogica – ribatte il capogruppo Iv al Senato Davide Faraone -. Proprio perché deve colpire gli abusi, i crimini, le prevaricazioni, deve essere scritta bene e non dare adito ad alcun dubbio interpretativo. Questo il compito che dobbiamo affidare alla legge. Ho il dubbio che questo concetto non sia condiviso da alcuni promotori, che in buona fede pensano che al testo si debba affidare invece una finalità propagandistica, ciò che normalmente si affida ad un manifesto, non ad un articolato normativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica”. “Il ddl Zan così com’è difficilmente diventerà legge dello Stato, se modificato come indicato da Scalfarotto e dallo stesso Zan nel testo presentato alla camera il 4 luglio 2018, sì. Vogliamo allargare i diritti o accontentarci di una bandierina? Io non ho dubbi su cosa fare”, conclude Faraone.

“Si è aperto faticosamente un tavolo di confronto tra tutte le forze politiche proprio per superare le criticità e giungere a un testo condiviso. Questo confronto non deve però diventare un tiro alla fune, bisogna abbandonare l’idea di voler piantare delle bandierine ideologiche e lavorare per superare le criticità contenute nel testo Zan. Noi chiediamo vengano modificati gli articoli 1, 4 e 7 che riguardano la creazione di definizioni confuse, l’introduzione di un reato di opionione e la giornata sull’omotransfobia nelle scuole. Vogliamo superare queste criticità per approvare una legge che sia di tutti e non solo di una parte”. Lo ha detto Licia Ronzulli, vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato e responsabile del movimento azzurro per i rapporti con gli alleati, ad Agorà Estate su Rai 3.

“Ricapitolando: il Pd afferma di voler combattere violenza e discriminazione, Italia Viva chiede di riprendere la proposta Scalfarotto che perseguiva violenza e discriminazione, il centrodestra è talmente pronto ad approvare una legge contro violenza e discriminazione da aver presentato un proprio testo che ha in più il pregio di non sconfinare nel campo del reato di opinione. Insomma, sulle finalità dichiarate a parole ci si accorda in un giorno. Ora che ogni alibi è venuto meno, si vedrà se è questo che sta a cuore alla sinistra o l’unico obiettivo è introdurre il gender per legge”. Lo dichiara il senatore Gaetano Quagliariello, di ‘Cambiamo – Coraggio Italia.

“Stanno cercando di affossare la legge contro i crimini d’odio. Dobbiamo reagire, insieme. Ci vediamo oggi alle 15:30 in diretta Facebook e Instagram. #DdlZan”. Così Alessandro Zan, deputato Pd e relatore del provvedimento alla Camera.

“Chi vuole davvero il DDL Zan lo voti. Oppure la smetta con finti tentativi di mediazione volti solo ad affossarne l’approvazione. Se Renzi e Salvini vogliono questo lo dicano, invece di portare avanti questa ridicola pantomima. Il Paese avrà chiaro di chi sono le responsabilità. Noi stiamo dalla parte dei diritti e della dignità delle persone e da lì non ci muoviamo”, osserva il senatore di LeU Francesco Laforgia.

“In vista del voto una parte dei senatori si prepara ad affossare la legge a scrutinio segreto. E non sono i senatori di Iv -certo io non so se tutti voteranno allo stesso modo, lo auspico. Ci sono divisioni interne sia al PD sia al 5s.Troviamo una soluzione” altrimenti “facciamo finta di niente e per altri 10 anni non se ne parla più. Troviamo un compromesso serio e buono o si va alla conta e va come deve andare”. Lo dice il leader di Iv Matteo Renzi in una diretta Fb. “Io dico evitiamo il pericolo: con la Scalfarotto siamo certi di passare…Pensateci bene voi che sputate sentenze, noi stiamo cercando di salvarla la legge”.

“Leggo dichiarazioni di colleghi che dicono ‘Noi siamo quelli delle unioni civili’. Lasciate che vi ricordi che siamo tutti ‘quelli delle unioni civili’. Voi, quando eravate ancora nel Partito Democratico, partito con il quale siete stati eletti. E noi, che in questo partito ci siamo rimasti. Questo PD che ancora oggi è per portare in fondo il #DdlZan”. Così su Facebook la vicepresidente dei senatori del Pd, Caterina Biti replicando a Matteo Renzi.

“Se il Parlamento riflettesse il Paese reale, il Ddl Zan sarebbe già legge dello Stato, quasi all’unanimità. Invece in Italia abbiamo Renzi, Salvini e Meloni che bloccano i lavori in Parlamento, per raschiare il barile del consenso. Il Ddl Zan va approvato subito, così com’è”, scrive su Twitter la ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone.

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