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Coronavirus

Francia: variante Delta al 50%, nel Regno Unito altro picco di contagi

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La variante Delta del coronavirus rappresenta circa il “50%” delle contaminazioni in Francia e potrebbe diventare “maggioritario” da questa fine settimana: è quanto riferito dal ministro della Salute, Olivier Véran, ai microfoni di radio France Inter. Véran ha ricordato che la variante Delta “è apparsa qualche settimana fa nel nostro Paese ed è 60 volte piu’ contagiosa rispetto agli altri ceppi virali circolati sinora”.

Il ministro ha osservato che “ogni settimana ci sono circa 50% di contagi in piu’ rispetto alla settimana precedente”. “Accade un fenomeno abbastanza simile a ciò che vedemmo l’estate scorsa – ha avvertito – il virus colpisce essenzialmente i giovani, che sviluppano forme poco gravi ma che si contagiano” tra loro e non solo.

Anche contro la variante Delta, il vaccino “rimane efficace contro le forme gravi”. “E’ il momento di andarsi a fare vaccinare”; ha avvertito. Intanto, dopo 16 mesi di chiusura, le discoteche della Francia potranno riaprire le porte da questo venerdì sera ma il rigido protocollo sanitario imposto dalle autorità francesi ha indotto molti esercenti a rinviare ulteriormente l’apertura.

Per entrare in discoteca, bisognerà esibire un pass sanitario, con vaccinazione completa da almeno 14 giorni, test Pcr o antigenico negativo di meno di 48 ore, o prova di contagio da Covid-19 tra i 6 mesi e quindici giorni precedenti. La mascherina all’interno delle discoteche non è obbligatoria anche se fortemente raccomandata.

Nuova impennata dei contagi Covid alimentati ormai al 99% dalla variante Delta nel Regno Unito, secondo gli ultimi dati settimanali diffusi dal servizio sanitario nazionale attraverso Public Health England (Phe): l’incremento stimato riferito a fine giugno è stato infatti del 34%, meno del 46 della settimana precedente, ma comunque pari a 216.249 casi, ossia 54.268 persone in più.

Fra queste, peraltro, non più di 1904 sono state ricoverate in ospedale, circa 1300 delle quali sotto i 50 anni (quasi mille non vaccinati e appena 48 coperti dal doppio vaccino). Poche centinaia invece gli over 50 ricoverati, inclusi 265 vaccinati.

Torna il lockdown più stretto a Sydney, in Australia, dove a cinque milioni di residenti non è più permesso uscire di casa “a meno che non sia assolutamente necessario”. Lo ha annunciato il premier del Nuovo Galles del Sud, Gladys Berejiklian, mentre i contagi mettono a segno un nuovo record (44 nuovi casi in 24 ore) con la variante Delta ormai fuori controllo e una campagna di vaccinazione che procede estremamente a rilento in tutto il continente dove risulta vaccinato meno del 10% della popolazione.

Sydney – ricordano i media internazionali – è ora alla sua terza settimana di lockdown, ora inasprito con nuove norme: ai residenti è fatto divieto di viaggiare a più di 10 chilometri dalle loro case, l’esercizio all’aperto è limitato a un massimo di due persone insieme e solo una persona per famiglia può fare la spesa. Ai funerali non possono partecipare più di 10 persone.

La più grande città e capitale economica del Vietnam, Ho Chi Minh City, è da oggi e per due settimane in stretto lockdown, nel tentativo di arginare una impennata di contagi e morti da coronavirus. La metropoli di nove milioni di abitanti era stata già soggetta a restrizioni di viaggio per un mese, ma i tassi di infezione hanno continuato ad aumentare, con oltre 9.400 casi registrati contro i tremila registrati in tutto il Paese in aprile.

Le autorità vietnamite non usano il termine lockdown ma chiamano le misure “ordini di isolamento sociale”. Ai residenti di Ho Chi Minh City è ora vietato riunirsi in più di due in pubblico e le persone possono uscire di casa solo per comprare cibo, medicine e in caso di emergenza.

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