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Putin, il suo discorso fa precipitare la Borsa di Mosca. Corrono gas e petrolio

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Lavrov Putin

La mobilitazione dei riservisti russi e i toni minacciosi del presidente Vladimir Putin fanno lievitare le quotazioni del gas sul mercato di Amsterdam: il prezzo dei future Ttf sono risaliti sopra i 200 euro al megawattora e trattano sui massimi di seduta, con un rialzo del 9,1% a 212 euro. Nuovo crollo della Borsa di Mosca dopo le parole di Putin sulla mobilitazione parziale del Paese e la promessa che userà tutti i mezzi per difendere il Paese.

L’indice Moex, che ieri aveva perso l’8,8%, oggi è sprofondato fino a un massimo del 9,6% in avvio di contrattazione per poi recuperare un po’ di terreno e limitare le perdite al 5,4%.

Si impenna il prezzo del petrolio con il Wti e il Brent che salgono di circa il 3%, rispettivamente, a 86,4 a 93,4 dollari al barile. A far schizzare le quotazioni del greggio è stato il discorso del presidente russo, Vladimir Putin, che segna un’escalation nella guerra in Ucraina, con il rischio di nuove turbolenze sulle forniture globali di energia.

Piazza Affari cerca di scrollarsi di dosso le preoccupazioni per la Fed e l’escalation nella guerra in Ucraina, con il Ftse Mib che avanza dello 0,8% dopo quattro sedute in calo. A trainare il listino sono Leonardo, che corre (+5,5%) in scia ai venti di guerra, Tenaris (+4,2%) ed Eni (+3%), sostenute dal rialzo del prezzo del petrolio. Bene anche Tim (+2,7%), con la mossa del patron di Iliad, Xavier Niel, che ha rilevato il 2,5% di Vodafone, che riaccende i riflettori sul risiko delle tlc. In luce anche Unicredit (+2,1%), che ha annunciato ‘avvio della seconda tranche del buy-back, e Terna (+2%), ben impostata come tutte le utility dopo il salvataggio di Uniper da parte del governo tedesco. Tra i bancari acquisti su Banco Bpm (+1,6%) e Mediobanca (+1,1%). Fiacche Pirelli e Saipem (-1,1%), deboli Hera (-0,9%), Diasorin (-0,8%) mentre Mps riduce i pesanti cali dell’avvio all’1,3%. Fuori dal Ftse Mib vola Ovs (+15%) dopo una semestrale migliore delle attese.

Male invece l’euro, che sconta la forza del dollaro, con cui scambia a 0,99, e l’escalation in Ucraina, con i rischi connessi per l’economia del Vecchio Continente. Calano invece i rendimenti dei titoli di Stato con il Btp che flette di 6 punti al 4,11% mentre lo spread con il bund è sostanzialmente invariato a 226 punti base. A Piazza Affari corre Leonardo (+6,2%) con Tenaris (+3,2%), Unicredit (+2,5%) e Tim (+2,7%) mentre arrancano Mps (-3,6%), Moncler (-1%) e Recordati (-1%).

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